Eleonora

Mancava solo lei.
È arrivata al mattino di stanotte, quando non l’aspettavo più. Sono passati quasi due anni.
Aveva freddo e mi si è infilata nel letto senza dire una sola parola.
Non dal suo lato, che ora è il mio, ma in quello di lui.
Aveva freddo.
Le ho scaldato le mani e i piedi facendoli prigionieri tra i miei. Ci ho messo il fiato. Si è addormentata nella camicia da notte di fustagno, quella a fiorellini blu. Io, ormai insonne, morivo di caldo.

Come uno che sta sognando e sa
di sognare e nel sogno si ribella
al sogno per liberarsi di quella
camicia di forza o Nesso che già

un po’ cede, un po’ si scuce s’appella
disperatamente alla potestà
dei nervi che lo catapulti là
dove trema e si inerpica la stella

del piccolo giorno e forse ci si
strappa via con spasimo ciecamente
dalla madre per nascere, così

sarà, credo, anima, la più urgente
delle volte che tu e la mente una
per volta passerete dalla cruna.

Giovanni Raboni, da Tutte le poesie, 1949-2004, raccolta Quare tristis, Einaudi

(i miei penati, tutti finalmente in pace. mamma, l’hai mai vista la nonna con una collana al collo? so che questa foto di lei con la zia Carlotta ti piacerà)

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Informazioni su monicarbedana

Sono un traduttore e dirigo la scuola dell'Università di Salamanca a Torino. Da Salamanca vengo e, prima ancora, da Padova.
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