Gli elementi del giornalismo

Traduco al volo la parte finale dell’articolo più bello della settimana: da “El País” Juan Cruz ci ricorda, tra le altre cose, che il giornalismo non è opinione e che la rete è, sempre più spesso, ricettacolo di impunità (la prima parte del pezzo elenca una serie di casi di insulto e diffamazione a giornalisti e giornali, vicende molto note in Spagna).
Con un omaggio a Eugenio Scalfari.
L’articolo completo qui

“Gli elementi del giornalismo”

Di Juan Cruz, vicedirettore de “El País”

Oggi il giornalismo viene via via infettato dall’opinione e, in buona parte, dall’insulto camuffato da opinione. Fatti irrilevanti non accertati, precisamente perché irrilevanti, assumono forma di grandi scandali su quei media che non hanno pudore a esporre i loro dati davanti allo specchio dell’interesse del pubblico. Ferire solo per ferire, perché il nemico va affogato in acqua sporca. The New York Times ha avvertito i propri giornalisti: l’opinione (l’Opinione) ha un suo posto all’interno del giornale e quel posto non è l’informazione. In Spagna l’opinione è ovunque e spesso l’informazione che si dà è pura opinione contro coloro a cui si vuole male.

Bill Kovach e Tom Rosenstiel, due grandi studiosi della professione, pubblicarono agli inizi di questo secolo le loro conclusioni di una ricerca destinata a fornire un codice degli elementi essenziali del giornalismo (“Elementos del periodismo”, 2003, pubblicato in Spagna nel 2012): “1: Il primo dovere del giornalismo è la verità. 2: Ha l’obbligo di essere leale verso tutti i cittadini. 3: La sua essenza è la disciplina della verifica. 4: Deve mantenere indipendenza da coloro su cui informa. 5: Deve esercitare un controllo indipendente del potere. 6: Deve mettere a disposizione un foro pubblico per la critica e il commento. 7: Deve sforzarsi di fare in modo che il significante sia suggestivo e di rilievo. 8: Le notizie devono essere esaustive e avere proporzione. 9: Deve rispettare la coscienza professionale dei professionisti del settore”.

La facilità con cui al giorno d’oggi si scatenano certe voci, certe conclusioni precipitose; gli insulti e l’assedio ai media o a chi non è sulla stessa lunghezza d’onda di coloro che si sentono depositari della verità genera, sfortunatamente, la sensazione che il giornalismo sia un’altra cosa, un grido, un insulto o un pugno sferrato. E invece non è un’altra cosa. È ancora così come lo definiva Eugenio Scalfari: “Il giornalismo è fatto di persone che dicono alle persone ciò che accade alle persone”. Ci stanno vendendo merce adulterata e, come se non bastasse, il pubblico la sta comprando gratis, non tanto perché è gratuita ma perché stanno facendo in modo che non abbia nessun valore.

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Sono un traduttore e dirigo la scuola ELE USAL di Torino. Vengo da Salamanca e, prima ancora, da Padova.
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