Altre volte

“Talvolta, dopo il successo di un concerto per il quale aveva ricevuto applausi e denaro, si era sentito quasi in grado di trasformarsi in quella sfuggente entità che era l’uomo di casa. Altre volte, in compenso, anche dopo essersene andato e divenuto marito e padre, gli capitava di sentirsi ancora un bambino smarrito”.

Di attese e silenzi, tra un pentagramma e la paura e l’amore.
Julian Barnes, “Il rumore del tempo”, traduzione di Susanna Basso, Einaudi.

(le volte che su questo quaderno troverai scritto il tuo nome con l’inchiostro verde)

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Sono un traduttore e dirigo la scuola ELE USAL di Torino. Vengo da Salamanca e, prima ancora, da Padova.
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