Entero

Alla lista delle parole spagnole che mi piacciono ho appena aggiunto l’aggettivo entero/a che, come in italiano, indica una cosa intatta, completa di tutte le sue parti, ma denota anche, se applicato a una persona, la sua forza d’animo, la capacità di dominare i sentimenti, le emozioni, le avversità, i dolori, le paure (nel mezzo di qualsiasi tempesta, di una persona che rimane imperturbabile si dice él/ella está entero/a). È  mostrarsi, sapersi mostrare, esternamente intatti. Una compostezzaa cui nessuno educa più.

(poi ci sono quelli  un po’ sbeccati, ma solo un pochino, che sull’entereza altrui appiccicano le loro ventose senza pensarci due volte. col caldo, quei tipi lì, frantumarli, ecco)

In una mano, una scatolina di pastiglie Leone al sapore di torta al cioccolato, che qui a Torino le inventano tutte per liquefarmi. Nell’altra, le lettere di Pedro Salinas a Katherine Whitmore sui “sì” che si dicono, su quando si capisce bene se sono “enteros” o no.

“Il primo , in amore, si concede con relativa facilità, risulta facile, alle volte non sa cosa promette. È dopo, quando si fanno avanti i di tutti i giorni, quando arrivano gli ostacoli, gli inconvenienti, che si sente davvero se il dell’inizio era totale o no. Tú, Katherine, mi dici ogni giorno, dopo avermi concesso il primo”
(la traduzione è mia)

El primer , en amor, se da con relativa facilidad, es fácil, no sabe lo que promete a veces. Es luego, cuando vienen los síes de cada día, cuando llegan los obstáculos, los inconvenientes, cuando se siente verdaderamente si el primero era o no total. Tú, Katherine, me vas diciendo sí, cada día, desde que me diste el primero.

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Informazioni su monicarbedana

Sono un traduttore e dirigo la scuola ELE USAL di Torino. Vengo da Salamanca e, prima ancora, da Padova.
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2 risposte a Entero

  1. Eleonora Ingrassia ha detto:

    Risulta facile per Es fácil mi piace tanto ed è tanto (una bella) traduzione! (Non nel senso di traduttese ovviamente, ma proprio all’opposto del calco: è proprio il verbo che doveva stare lì…)

    … questo detto da una che di traduzione non se sa nulla e ultimamente sempre meno, ma che da questo blog ha sempre da imparare. Come dicono qui a Genova: “Saluto, di nuovo!”

    • monicarbedana ha detto:

      Eleonora, con te è sempre come se avessimo preso un marocchino insieme tre minuti fa. Non lo so se so, di traduzione, credo proprio di no; ho studiato, abbiamo studiato, ma saper fare è sempre un altro pianeta.
      L’unica cosa che mi aiuta, negli ultimi dieci mesi, per una condizione molto personale, è una specie di luccicanza, destinata di sucuro a scomparire e a lasciarmi disarmata come sempre.
      Besos, muchos.

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