Ho sognato la pazienza. Era un rasoio tra le mie mani, impugnatura d’osso, lame dorate, un vasetto di crema al muschio bianco. Sotto, la pelle di un uomo. E fiducia.

Non era mio padre, cowboy elettrico.
Non era il nonno Resio, che pure si radeva in quel modo antico, alle volte, d’estate, in montagna, l’asciugamano sulle spalle nude, chino sulla vasca dei panni, soltanto acqua fredda.

Era il generale nel suo labirinto.
Avevamo tutto il tempo del mondo, io, lui, la sua barba.

(a chi gentilmente ancora me lo chiede, i libri di queste settimane taglienti e radenti. grazie per la fiducia, la stessa del rasoio):

– Pia Pera, “Al giardino ancora non l’ho detto”, Ponte alle Grazie
– Elizabeth Strouth, “Mi chiamo Lucy Barton”, traduzione di Susanna Basso, Einaudi
– Paolo Nori, “Grandi ustionati”, Marcos y Marcos
– Rodrigo Hasbún. “Andarsene”, traduzione di Giulia Zavagna, Sur
– Audur Ava Olafsdottir, “Il rosso vivo del rabarbaro”, traduzione di Stefano Rosatti, Einaudi
– Miguel De Cervantes, “Don Quijote de la Mancha”, libro I, edición de Florencio Sevilla Arroyo, Penguin Clásicos-
– Manuel Rivas, “El lapiz del carpintero”, DeBolsillo

Annunci

Informazioni su monicarbedana

Sono un traduttore e dirigo la scuola dell'Università di Salamanca a Torino. Da Salamanca vengo e, prima ancora, da Padova.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

3 risposte a

  1. Eleonora Ingrassia ha detto:

    E Paolo Nori lo leggi ad alta voce?

    (Che bello rileggere te (non l’avevo ancora detto))

    • monicarbedana ha detto:

      Paolo no, mi suona in testa come se stesse leggendo per me. Ma da lui ho imparato che ogni cosa bella, se letta ad alta voce diventa più bella. E ogni cosa brutta, più brutta.
      (grazie che sei tornata a leggermi; faccio ancora tanta fatica. E anche tu scrivi poco. Un abbraccio grande)

      • Eleonora Ingrassia ha detto:

        Ah, ma io di leggerti non ho mica mai smesso, solo che per delicatezza non avevo mai scritto (a proposito di scrivere: spreco un sacco di carta)… Forse la fatica non l’ho notata però, e chissà se è negligenza mia o buona notizia tua 🙂

        Di Nori mi ha detto la stessa cosa il mio vicino di casa genovese, poeta, slammer (si dirà così?) che mi ha introdotto al mondo della Slam Poetry e a tutta una serie di riflessioni su oralità, performance…
        Che bello avere questa cosa in comune!

        (Io dovrei forse sentirlo leggere una volta, perché per il momento mi piace solo ad alta voce!)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...