Perdonarsi

(en español, más abajo)

“Dunque non le avevo perdonato: stare nello stesso mondo significava non perdonarci mai e solo per questo usarci reciprocamente quasi continua indulgenza”.
Salvatore Mannuzzu, “La figlia americana”, dalla raccolta “La figlia perduta”, Einaudi.

(leggo, devo leggere, tremila cose al giorno e mentre lo faccio scopro con un misto di vergogna e terrore che non ho più voglia di Pirandello, che mi pesa come Rigoni Stern a Gianni Brera -domani i suoi Diari ne “La Lettura” del Corriere. In Spagna, a Vigo, durante il Mondiale dell’82, Brera leggeva il “Lazarillo de Tormes”; io, fulminata dalla notizia, la comunico a tutta Salamanca- . Questa lingua aspra e tronca di Mannuzzu mi piace invece oltre misura, se non fosse sardo potrebbe essere castigliano della Castiglia Vecchia, lui e quel mistero irrisolto dentro ogni racconto, che ci possiamo cucire noi la nostra storia, il nostro finale, concederci il perdono)

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“Así que no la había perdonado: que estuviéramos en el mismo mundo significaba no perdonarnos jamás y solo por eso tener el uno hacia el otro una indulgencia casi continua”.
Salvatore Mannuzzu, “La figlia americana”, dalla raccolta “La figlia perduta”, Einaudi. La traducción es mía.

(leo, tengo que leer, la tira de cosas cada día y mientras lo hago descubro con una mezcla de vergüenza y terror qua ya no tengo ganas de Pirandello, que me pesa como Rigoni Stern a Gianni Brera -mañana, en el suplemento de cultura del “Corriere della sera” aparecerá relatada una parte de sus “Diarios”. Allí me he enterado de que este gran periodista, en España, en Vigo, durante el Mundial del ’82 leía el “Lazarillo de Tormes”; muy afectada por la noticia, se la comunico enseguida a Salamanca entera. Me embarga, sin embargo, la lengua seca y truncada de Mannuzzu; si no fuera de Cerdeña, el escritor podría ser un castellano viejo, con ese misterio sin resolver dentro de cada cuento, que nos deja a nosotros coserles a las páginas nuestro propio cuento, nuestro final, nuestro perdón)

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Informazioni su monicarbedana

Sono un traduttore e dirigo la scuola ELE USAL di Torino. Vengo da Salamanca e, prima ancora, da Padova.
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