Questa è la storia di un nonno pascià che ha fatto la Storia togliendo dal dizionario turco alcune parole. Ed è la storia di un nipote che rischia la vita perché quelle parole si possano nuovamente sfogliare nel vocabolario quotidiano, anche a costo che la storia familiare, delle sue radici, gli si rivolti contro.
È una storia di felici traditori e di amicizia.
È la storia dei giornalisti e gli scrittori che, sulla cerniera dell’Europa, perdono la vita per parole che noi sprechiamo.

Ognuno di noi
proviene da radici diverse. Tutto questo è la ricchezza, è il colore
della terra su cui viviamo.
Mi raccomando non t’impaurire, non t’irrigidire per questo.

È la storia di Hrant Dink, raccontata da Hasan Cemal in “1915. Genocidio armeno”. Ne ho scritto qui.

(la mattina che, inaspettatamente, ti restituiscono un centimetro di te, anche meno, dopo che per mesi e mesi ti sei consegnata intera)

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Informazioni su monicarbedana

Sono un traduttore e dirigo la scuola ELE USAL di Torino. Vengo da Salamanca e, prima ancora, da Padova.
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