Sono stata

(en español, más abajo)

Sono stata una ragazza nel roseto
una ninfa. Quasi fantasma che stava
scomparendo
sono stata una ragazza di sedici anni
distesa. Ho attraversato il deserto
rapidamente, quasi volando,
una statua di pietra del Budda
dormiente, un Budda di cenere
sono stata. Una donna appesa.
Sono stata un uomo duro e forzuto.
Una eccentrica con un pesce in bocca
e poi il bambino dell’imperatore
del giardino orientale. Un albero
forse. Un topo. Un elefante
una lepre. Sono stata campo
di battaglia e una preghiera. Un papavero.
Un intero pianeta. Forse una stella
un lago. Acqua sono stata,
questo lo so. Sono stata acqua
e vento. Una pioggia su qualcosa
che ero stata tempo addietro.
Un giuramento. Un’attesa.
La corsa della gazzella. E proiettile
sono stata, freccia perfetta scagliata,
catacomba. Un credo – un lamento.
Un bastimento fra onde altissime.
Forse anche il mare.
E dunque – di cosa dovrei avere paura
adesso.

Mariangela Gualtieri da “Le giovani parole”, Einaudi.

(il giorno che volevamo sepoltura di neve ed è venuta la pioggia a beffarci la paura. due, due per due, le oche di legno di mio padre, lo sguardo dell’eschimese -nemmeno lui ha quasi più neve- e l’occhio di bue della frolla, il buio pesto presto e fare quel che si può -tradurre-, non quel che si deve -revisionare-. domenica, i fatti miei)

20160207_171614

He sido

He sido una chica en la rosaleda
una ninfa. Casi fantasma
desapareciendo
he sido una chica de dieciséis años
tumbada. Atravesé el desierto
rápidamente, casi volando,
una estatua de piedra del Buda
durmiente, un Buda de cenizas
fui. Una mujer colgada.
He sido un hombre duro y forzudo.
Una excéntrica con un pez en la boca
y luego el niño del emperador
del jardín oriental. Un árbol
quizás. Una rata. Un elefante
una liebre. He sido campo
de batalla y un rezo. Una amapola.
Un planeta entero. Acaso una estrella
un lago. Agua he sido,
esto lo sé. He sido agua y viento. Una lluvia sobre algo
que fui tiempo atrás.
Un juramento. Una espera.
El correr de la gacela. Y proyectil
he sido, flecha perfecta arrojada,
catacumbas. Un credo – un lamento.
Un bastimento entre olas altísimas.
El mar, incluso, quizás.
Pues –a qué debería tenerle miedo
ahora.

Mariangela Gualtieri da “Le giovani parole”, Einaudi, la traducción es mía.

(la mini sacher y la masa flora con mermelada, “ojo de buey” o “margarita”, la llamamos aquí, las he comprado en la Gastronomia Ferrero, si vais a venir a Turín no os la perdáis).

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Sono un traduttore e dirigo la scuola ELE USAL di Torino. Vengo da Salamanca e, prima ancora, da Padova.
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